Il calcio colpisce anche Colombia: “È difficile vedere i compagni piangere”
Il terremoto ha fermato il calcio colombiano: club e giocatori si concentrano sul soccorso.

Il calcio colombiano ha subito un colpo di ferro dopo il terremoto che ha devastato il Paese. Tutti i partiti professionisti della settimana sono stati posticipati, mentre club come Deportivo Pereira e Deportivo Cali, situati tra le città colpite, lamentano danni fisici e materiali. La situazione ha colpito non solo le infrastrutture, ma anche le persone, con numerose vittime e feriti. Il calcio, in un momento di crisi, ha dovuto mettere da parte le partite per dare priorità al soccorso e alla ricostruzione.
Il calcio si ferma per il soccorso
La División Mayor del Fútbol Colombiano (Dimayor), che gestisce la massima categoria del calcio, ha annunciato l’annullamento di tutti i calendari della settimana. La decisione è stata presa dopo un monitoraggio costante della situazione in diverse regioni colpite dal sisma. “In circunstancias como estas, entendemos que el fútbol debe estar al servicio del país y acompañar a quienes más lo necesitan”, ha dichiarato la Dimayor. I 36 club professionisti si concentreranno quindi su attività di supporto alle comunità colpite, come il soccorso e la ricostruzione.
Le squadre e i giocatori colpiti
Il Deportivo Cali ha subito un danno diretto con il giocatore Ronaldo Pájaro, che ha riportato lesioni in un codo e in un piede durante la fuga dalla sua casa. Il calciatore, di 24 anni, dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico e rimarrà fuori dal campo per un periodo non definito. Al Deportivo Pereira, invece, il terremoto ha colpito i giocatori mentre erano lontani dalla città, concentrati a Barranquilla per un incontro. La distanza ha aumentato la loro angoscia, con chiamate senza risposta e lacrime.
Il capitano del Deportivo Pereira, Wálmer Pacheco, ha espresso la sua preoccupazione: “È difficile bajar a un desayuno y ver a tus compañeros llorando y preocupados al no poderse contactar con sus familias”. L’esperienza ha reso chiaro come il calcio, in un momento di emergenza, non possa più essere visto come un semplice sport, ma come un’attività che deve servire il Paese. Il calcio, pur essendo un’attività globale, è diventato un elemento di connessione e solidarietà. I giocatori e i club, pur essendo concentrati sulle partite, hanno espresso la loro vicinanza alle vittime. Il club Inter Miami ha osservato un minuto di silenzio per le vittime, mentre giocatori come Cristofer Castrillón, analista, hanno condiviso le loro esperienze di perdite materiali. Inoltre, squadre internazionali come il Barcelona hanno lanciato iniziative di raccolta fondi per aiutare le comunità colpite.
Il terremoto ha messo in luce come il calcio, pur essendo un’attività globale, sia anche un elemento di connessione e solidarietà. La decisione di sospendere le partite non è solo un atto di responsabilità, ma anche un segno di rispetto per le persone colpite. Il calcio, in questo momento, non è più solo un gioco, ma un’arma di supporto per un Paese in difficoltà.
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